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Il Paese dai mille colori

“Narra una leggenda araba che Marrakech, un tempo, fosse un eden lussureggiante e fu risparmiata da Allah che prese a gettare un granello di sabbia per ogni menzogna pronunciata dai suoi abitanti, per cui si formò il Sahara ad esclusione, appunto, di questa città che continuò ad essere fiorita come un tempo e, per questo, viene ancora chiamata oasi verde”.

Il Marocco è un grande paese di circa 445 km² (una volta e mezza l’Italia), protettorato francese dal 1912, il paese ha ottenuto l'indipendenza nel 1956. Tre zone e tre climi diversi  per questo Paese: Monti del Rif, Sahara Occidentale e Medio, Alto e Anti Atlante;il Marocco, si affaccia su due mari e grandi montagne, quelle dell'Atlante, lo preservano dall'avida avanzata del deserto a sud-est. Si dice del Marocco che sia "una terra dai mille sapori e colori" ed è proprio quello che prima di ogni cosa colpisce di questo paese. Fin dallo sbarco al porto di Nador si sentono i suoi profumi e si vedono le sue sfumature di colore. Il paesaggio che si vede durante il trasferimento verso il sud del Paese si tinge del colore del grano, del marrone che assomiglia a quello della liquirizia ed il verde intenso dei prati inglesi. La nostra meta è Hassi Labiad, un villaggio al sud del Marocco a pochi chilometri dalla ben più nota Merzouga dove ci aspetta l’amico Ibrahim (Way Point Kasbah Hotel Ajour: N 31.13150 O 4.01417) Raggiungiamo il paesino nel tardo pomeriggio e io, che visito il Marocco per la prima volta, ne rimango folgorata. Le dune di sabbia circondano le poche case che formano questo villaggio e adesso, che il sole sta per tramontare, sono tinte d’oro. Il riad* di Ibrahim è molto carino; il retro si affaccia sulle dune dove io vado subito a fare una passeggiata. Decidiamo di dormire nelle nostre tende nel giardino anzi sulla sabbia e di mangiare nell’albergo. Per la deliziosa cena a base di tajine** e antipasti vari allestiscono i tavoli fuori; tutti gli ospiti siedono al medesimo tavolo, quale maniera migliore per socializzare e trascorrere una bellissima serata sotto un tetto di stelle? La mattina seguente veniamo svegliati da un sole accecante e ci rendiamo conto del motivo per cui gli africani svolgono le loro attività molto lentamente: fa talmente caldo che, almeno nelle ore centrali della giornata, non si può far altro che stare sdraiati all’ombra e muoversi molto lentamente. Lasciata Hassi Labiad proseguiamo verso sudcosteggiando il confine con l’Algeria qui raggiungiamo alcuni paesi dove riforniamo le scuole di materiale didattico; fondamentale per consentire anche hai bambini appartenenti alle famiglie più povere di frequentare le lezioni. Altra tappa del nostro viaggio sarà Zagora, un paese ancora più a sud che mi aspettavo fosse più piccolo di questa deliziosa cittadina. Anche qui abbiamo degli amici da andare a trovare e del materiale da consegnare per conto di Bambini nel Deserto. Anche qui scegliamo un delizioso riad ma per i pasti non possiamo rifiutare i numerosi inviti che riceviamo. E’ davvero piacevole essere invitati nelle case dei locali; veniamo sempre accolti con una grande ospitalità e gentilezza. Non dimenticate che se siete a Zagora ed avete bisogno di un meccanico potete rivolgervi al gentilissimo Aziz Ben Dani (Way Point: N 30.19.479 W 5.50.250) Dopo Zagora risaliamo per andare a visitare Marrackesh. Questa Città si popola soprattutto di notte; Piazza Djema El Fna dopo le ore 17 si anima di decine di banchetti che vendono ogni tipo di cibo. SI trovano incantatori di serpenti che, però, a me sembrano più storditi che incantati. E mi faccio fare un tatuaggio all’hennè da una delle tantissime donne che offrono questo servizio. Il caos è tanto e, fra tanti posti che abbiamo visto, questo lo considero uno dei meno caratteristici e più per turisti.

Mentre Fes è una delle più belle città che abbia mai visto ma che non mi sono goduta perché faceva troppo caldo per camminare! Fes più che una città è un labirinto, ed è per questo motivo che è bene prendere una guida per visitarla. Normalmente ci piace girare da soli ma qui si rischierebbe di rimanere tutta la giornata intorno allo stesso isolato e di non vedere tutte le cose belle che ci sono. Importante è scegliere una guida con il tesserino statale e non una di quelle abusive; quelle non ufficiali si fanno magari pagare meno ma poi vi portano nei negozi con cui sono “convenzionati”….e non è mai un buon affare! Come più volete ci viene ripetuto, Fes è considerata la “capitale mondiale dell’artigianato”. Credo che abbiamo ragione: qui si trovano le ceramiche più colorate e raffinate che ci sono in circolazione; vedere come si realizza un mosaico è molto interessante e ti fa comprendere quanto sia giustificato il prezzo per tutto questo lavoro!

Insomma il Marocco è un grande Paese dalla mille sfaccettature. Lo si può amare incondizionatamente o apprezzare solo per alcune cose ma, in ogni caso, vale la pena di visitarlo!

Federica Giuliani

NOTE

* I riad sono antiche case ristrutturate, situate per lo più nella medina, il cuore della città. La struttura architettonica è incentrata e sviluppata intorno ad un patio, o cortile interno, su cui si affacciano due o tre piani con balconate. Al centro del patio c’è una fontana circondata di piante di frutti o fiori. Al piano terra, arcate sui quattro lati danno accesso a piccole sale arredate in modo prezioso, ove sono allestite la sala di lettura, la sala da pranzo e della musica, quasi tutte arricchite da grandi camini. Ai piani superiori si trovano le camere da letto, da quattro a sei, tutte diverse per dimensioni ed arredamento. Unico filo conduttore è la raffinatezza dell’insieme, che si nota nella preziosità dei tessuti, nella scelta dei colori e nella sobrietà degli arredamenti. La pace ed il silenzio del sono veramente unici.

 

** Tajine è un termine in uso in Marocco per indicare lo stufato di carne a base di agnello o pollo, derivato dalla pentola usata per cuocerlo. Tajine indica infatti un recipiente marocchino in terracotta con coperchio conico che può essere usato sia in forno che sulla fiamma.